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“Solo quando mi accetto come sono, posso cambiare […] Noi non possiamo cambiare, non possiamo allontanarci da ciò che siamo, finché non accettiamo fino in fondo ciò che siamo. Allora sembra che il cambiamento avvenga quasi inavvertitamente. […] Più mi sforzo di essere semplicemente me stesso in tutta la complessità della vita, e mi sforzo di capire e di accettare quanto c’è veramente in me e negli altri, più ho la possibilità di provocare un cambiamento maggiore.”
Rogers, 1961 'On becoming a Person'
Come psicologi e psicoterapeuti crediamo nel potenziale e nelle risorse delle persone.
Il nostro é un lavoro di supporto e di accompagnamento che ha come obiettivo quello di aiutare le persone a ricontattare le proprie risorse interne riappropriandosi di gradi maggiori di libertà di scelta, azione e potere personale.
E' possibile intraprendere un percorso di counselling e/o di terapia quando viviamo un disagio marcato e ci sembra di non avere via d'uscita, oppure quando desideriamo approfondire la conoscenza di noi stessi, produrre un cambiamento in un ambito specifico della vita, provare ad affrontare una sofferenza che ci lascia senza fiato, o dei conflitti irrisolti; quando viviamo relazioni difficili o quando sentiamo di ripetere sempre lo stesso tipo di esperienze..
La psicoterapia secondo Rogers
Da dove nasce il disagio? Quale percorso porta le persone a vivere uno stato di alienazione da sé?
Nella visione di Rogers ogni individuo è naturalmente dotato di una funzione di valutazione interna, organismica, che permette l'autoregolazione e la libera scelta. Questa funzione viene però limitata e “tradita”, seppur inconsapevolmente, dalla persona nel tentativo di conquistare e mantenere la considerazione positiva degli altri, giungendo a negare o deformare la percezione di alcune parti della propria esperienza ed assumendo un criterio di valutazione esterno appartenente ad altri. E' quindi in seguito a questo processo che la persona perde lo stato di integrazione caratteristico della sua infanzia, alcuni elementi dell'esperienza non vengono integrati nella nozione di sé, “di conseguenza il comportamento è regolato sia dall'Io che da taluni elementi esperienziali che non sono incorporati nella struttura dell'Io. La personalità viene pertanto ad essere divisa, con tutto quello che comporta questa mancanza di unità: tensioni e squilibrio funzionale. È questo che, secondo noi, costituisce lo stato di alienazione di sé: l'individuo ha mancato di sincerità verso sé stesso, verso il significato "organismico" della sua esperienza(...)Tutto ciò si è prodotto involontariamente come un processo naturale, e tragico, iniziato durante l'infanzia”.
La scelta di deformare o omettere alcune esperienze non è consapevole ed avviene grazie al meccanismo della subcezione, cioè la capacità di discriminare gli stimoli senza una rappresentazione cosciente.
Il processo di difesa dell'io da elementi pericolosi dell'esperienza produce effetti negativi quali: la rigidità percettiva, causata dalla necessità di deformare alcuni dati esperienziali; l'assenza o l'insufficiente capacità di discriminazione percettiva ed una scorretta simbolizzazione, causata sia dalla distorsione che dall'omissione di alcuni elementi dell'esperienza.
L'obiettivo del processo terapeutico è quello di consentire alla persona di riappropriarsi della propria capacità di valutazione interna e del proprio potere di scelta, favorendo una crescente integrazione e congruenza.
Il terapeuta rogersiano persegue questo obiettivo mettendo in gioco la propria congruenza, capacità empatica ed accettazione positiva incondizionata, che si manifestano nella relazione con il cliente attraverso il suo comportamento verbale e non verbale.
Ecco come Rogers stesso descrive il processo di cambiamento che avviene in terapia: “Quando le persone sono accettate e valorizzate, esse tendono a sviluppare un atteggiamento di maggior cura verso se stesse. Quando le persone sono ascoltate empaticamente, diventa loro possibile prestare un ascolto più accurato al flusso delle esperienze interiori. Ma via via che una persona comprende se stessa, il Sé diventa più congruente con l'esperire. La persona diventa in tal modo più autentica, più genuina. Queste tendenze, che sono il corrispettivo degli atteggiamenti del terapista, consentono all'individuo di essere un promotore più efficace della propria crescita. C'è una libertà più grande nell'essere una persona vera, totale.” .
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